Uno schermo con vista sul futuro

Anche in una situazione difficile come questa, noi ragazzi di terza media abbiamo scelto la scuola superiore, ma attraverso un computer…  

orientamento

Il covid-19 ha limitato la nostra vita in tanti ambiti e circostanze, ma ad alcune non si pensa: ad esempio sentiamo discutere gli epidemiologi in TV, oppure ascoltiamo i dati dei contagi giornalieri, ma trascuriamo ad esempio le modalità con cui gli studenti hanno preso una decisione responsabile sul futuro: la scuola superiore. Il passato è stato difficile e le vittime che la pandemia in corso ha portato saranno un doloroso ricordo, ma se pensiamo al futuro, oltre all’ambito politico, economico, sociale e amministrativo, ci siamo noi, tutti noi studenti che ogni giorno aggiungiamo un tassello per l’avvenire della vita e della società.  

Quest’anno noi ragazzi di terza media abbiamo dovuto scegliere la scuola che ci vedrà protagonisti e che ci avvierà alla costruzione di un futuro lavorativo, la scuola superiorePer tanti, questa meta è ignota e spaventosa, e per diminuire queste sensazioni abbiamo fatto tante attività che ci hanno permesso di scoprire la scuola scelta online.  

Le attività proposte sono state molte, sia da parte della scuola media sia delle scuole superiori. “In classe” abbiamo innanzitutto proposto le nostre idee e poi ogni professore si è impegnato ad indirizzarci verso la scuola più idonea attraverso percorsi nella propria materia. Tabelle, racconti, siti e notizie che ci hanno fornito informazioni su tutte le scuole vicine a noi. Poi abbiamo iniziato ad analizzare personalmente le scuole scelte. Si sono tenuti open-day pomeridiani che ci hanno portato a farci un’idea materiale e concreta della struttura e i professori ci illustravano i corsi, le materie relative ai vari indirizzi, i progetti… Altre scuole hanno anche creato un sito apposito dove si potevano prenotare questi incontri virtuali e dove venivano caricate le testimonianze di vecchi alunni, foto e video che raccontano l’abitudine della scuola 

La mia esperienza personale è stata molto particolare. Non avevo idea di ciò che avrei fatto, di che percorso scolastico avrei intrapreso e per quale motivazione. Ma improvvisamente tutto si è delineato…  Voglio sperimentare, conoscere, inventare, provare, fallire e riuscire, aiutare questa terra nel mio piccolo a essere migliore: studierò biotecnologia e biomedica al Ferraris di Molfetta, un istituto tecnologico che punta all’analisi della teoria, dal vivo.  Questa scuola non è diventata per me una “fase obbligatoria della vita”, ma un obiettivo.  

Nonostante ciò alcune delle decisioni prese hanno degli aspetti negativi: qualcuno di noi ha scelto scuole dove non ritroveranno gli amici “di sempre” e questo ha portato a forti dubbi. 

Forse tutto questo percorso alternativo ha avuto degli aspetti positivi: siamo riusciti ad interessarci solo al percorso che faremo, alle finalità che vogliamo trarre e non ci siamo fatti influenzare dalle aspettative degli altri. E poi, chi può dire di aver scelto il futuro in pigiama? Sicuramente non tutti!  

Speriamo di poter presto tornare in aula, a contatto con i nostri compagni, aiutarli, incoraggiarli con un sorriso e salutarli con un abbraccio…  

Asia Aruanno 3F, redazione