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Ulisse: incontro impossibile ma ravvicinato

ulisseIn una tranquilla mattinata di lezioni a distanza, noi alunni della 1^D abbiamo vissuto un’esperienza emozionante, partecipando al progetto didattico “Incontro impossibili ma ravvicinati: Ulisse”. Un attore ha impersonato la figura di Ulisse nel suo tentativo di comunicare, attraverso un semplice ramo d’albero, con suo figlio Telemaco partito per il suo viaggio, il suo destino.

In questa impresa Ulisse chiede aiuto alle divinità, in particolare ad Ermes, suo fidato messaggero, affinché riesca nel suo intento.

Dopo diversi e vani tentativi, Ulisse riesce a comunicare con Atena, da lui chiamata salvatrice e guida, che ha esultato dicendo: “Sei un vecchio che brontola, che schiuma e che ringhia perché hai capito che il tuo tempo è passato”. Continua ponendo delle domande senza risposta e generando in Ulisse solo il timore di non essere stato un buon padre di famiglia. Atena gli dice di concedere a suo figlio fiducia, coraggio ed intrepido desiderio di vita. Pertanto, si rivolge a noi chiedendo cosa deve far un buon padre per essere definito tale. Noi ragazzi gli abbiamo consigliato di capire cosa vuole veramente suo figlio, sostenerlo in ogni sua decisione, aiutarlo dandogli consigli su come migliorare le sue scelte, le sue passioni, le sue decisioni, senza scrivere il suo destino, ma semplicemente amarlo in maniera incondizionata.

Abbiamo promesso ad Ulisse di stare più vicino ai nostri familiari più cari, stringendoci a loro e trasmettendo amore.

In questo modo si è conclusa questa indimenticabile esperienza educativa ma non solo…, l’attore è riuscito a trasmettere messaggi ed emozioni a distanza, attraverso uno schermo, che hanno lasciato un segno in ognuno di noi: l’amore reciproco nel rapporto genitori – figli.

Rossella D’Aniello 1D, redazione

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