Pier Francesco Zazo: “L’Italia deplora la guerra”

di Angelica Bove 2F, redazione  

Egregio ambasciatore Pier Francesco Zazo,  

sono una ragazza di 12 anni e frequento il secondo anno della scuola secondaria di primo grado “D. Cotugno” di Ruvo di Puglia (Ba).  Ho seguito con attenzione l’intervista che ha rilasciato qualche giorno fa in televisione e ne sono rimasta colpita. Lei è un uomo con grande umanità e senso del dovere e lo ha dimostrato ospitando numerosi rifugiati ucraini nella sua residenza in ambasciata. Mentre rispondeva alle domande del giornalista pensavo a quanto sia complicato e pericoloso svolgere, in questo momento storico, il ruolo di ambasciatore in Ucraina, terra dilaniata da una guerra assurda e da cui “l’urlo nero” della popolazione si eleva e rimbomba in Europa e in tutto il mondo. Mi ha colpito la sua affermazione “Gli ucraini sono russofoni non russofili”, ciò significa che questo popolo parla russo, ma non ha una simpatia per la cultura russa, in quanto vuole conservare la sua identità culturale e politica.

Ammiro la sua fermezza e il suo prodigarsi con professionalità e umanità in questa terra, dove problemi riguardanti la carenza di acqua, farmaci, generi alimentari e beni vari si moltiplicano quotidianamente a causa della guerra.

Ci auguriamo che la Russia, per quanto militarmente superiore, si apra al dialogo e ponga fine alle ostilità con l’Ucraina, la quale sta dimostrando una grande capacità di resilienza e un forte sentimento di identità nazionale. Mi auguro che, con l’antica e preziosa arte della diplomazia che le appartiene, riesca a creare un dialogo tra le nazioni, l’unica arma che abbiamo per costruire la pace. Spero che legga la mia lettera.  

Con grande stima  

Angelica Bove 2F, redazione