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Opportunità da cogliere al volo

Tutti a lamentarsi di volere una pausa dal caos frenetico che è la vita, una pausa dal mondo, ed ora che ci è stata concessa, non vediamo l’ora di riavere indietro quella caotica libertà da cui volevamo evadere.

Anche io, un’adolescente come tante, ho desiderato varie volte una tregua. Sentivo di dover staccare la spina per un po’; avevo bisogno di resettare le cose più banali della mia vita;  avevo bisogno di recuperare le ore di sonno perse, di non pensare alla scuola ed ai compiti, di restare in casa a leggere un buon libro o di uscire con le mie amiche. Ero così concentrata a trovare ed elencare, giorno dopo giorno, tutto ciò che mi rendeva infelice, che non mi rendevo conto di avere la cosa più importante di tutte, quella che tutti sottovalutiamo: la libertà. La libertà di un abbraccio, di una stretta di mano, la libertà di stare con le persone a cui si vuole bene, la libertà di un semplice tocco.

Ultimamente passo molto tempo riflettendo su tutte le cose che, fino a prima del fatidico 5 marzo sembravano banali, quasi inutili, come i luoghi in cui passo il tempo durante la giornata. Per carità, risiedo sempre in casa mia, solo che, essendo “bloccata” qui, passo molto più tempo in stanze nelle quali solitamente entravo raramente. La mia stanza è il luogo che più di tutti utilizzo da sempre, ma altre stanze è come se le avessi riscoperte dopo troppo tempo. Ora, è in mansarda e in salotto che passo la maggior parte delle mie giornate facendo esercizio fisico, leggendo, o guardando qualche film. Un’altra cosa alla quale penso in questi giorni, è al rapporto con la mia famiglia. Siamo sempre stati pieni di impegni per poterci dedicare un po’ di tempo, e, quando, per il coronavirus hanno bloccato tutto, ho riscoperto il vero significato di stare insieme che non significa solo essere vicini fisicamente, ma trascorrere del tempo insieme, magari giocando, guardando un film, chiacchierando, ridendo, e si, magari anche discutendo. Devo ammettere che non è stato per niente semplice tornare ad aprirmi realmente con i miei genitori, è strano da dire, è vero, me ne rendo conto, però, il mio inconscio aveva creato una “corazza” la quale veniva utilizzata nel momento in cui dovevo passare del tempo con la mia famiglia. Mettevo “il muso” e diventavo scorbutica, antipatica. Ora, per fortuna sto cambiando, in meglio.

Il coronavirus mi ha dato l’occasione di riflettere, non bisogna dare per scontato tutto ciò che abbiamo, come l’amore dei nostri genitori; perché si, io ci ero così abituata tanto che non riuscivo più a comprendere a pieno gli sforzi che facevano e fanno per rendermi felice. Questo periodo ci sta offrendo una chance per migliorare tutto ciò che c’è di sbagliato in noi stessi, per comprendere tutti i doni che la vita ci offre, per imparare ad apprezzare i piccoli gesti, per apprezzare ogni piccolo particolare e farci comprendere chi realmente ci tiene a noi e chi no. Le amicizie, che magari davamo per scontato, in realtà sono quelle alle quali più teniamo e che ci mancano maggiormente; i posti che frequentavamo solitamente e che ci eravamo stufati di vedere, in realtà sono quelli che più ci mancano. E devo ammettere, che, nonostante il mio paese non mi piaccia poi così tanto, mi manca uscire la sera, o la mattina che sia. Mi manca vedere le mie amiche, mi manca essere libera.

Nonostante tutto, però, ho capito anche che la quarantena non è così male; il coronavirus ci sta suggerendo il modo per ricominciare a vivere, ripartendo nel migliore dei modi. Afferriamo al volo questa opportunità.

Sara Lamura, 3Bs