Il digitale ci riporta a scuola

A partire dal 3 Marzo l’Italia si  è mobilitata per evitare la nuova epidemia: il Corona VIRUS.

Il COVID-19, chiamato anche così, è un virus che colpisce soprattutto le vie respiratore e si è diffuso in tutto Europa causando numerosi contagi e decessi. In realtà, la prima forma di coronavirus si è verificata in Cina, precisamente nel paese di Wuhan e successivamente si è diffusa in altri paesi, colpendo particolarmente l’Italia. Per questo motivo, sono state prese misure di contenimento per tutta la popolazione, consigliando in un primo momento di restare a casa, interrompendo le lezioni di tutti gli istituti scolastici e raccomandando diverse precauzioni sanitarie.

Dunque, con le scuole chiuse per qualche giorno, le lezioni non si sono svolte in nessun modo, ma immediatamente la scuola si è attivata con varie applicazioni per permettere agli alunni di effettuare delle lezioni digitali. Noi alunni siamo entusiasti perché, tramite internet possiamo seguire da casa le lezioni, anche se più semplificate e con contenuti brevi. Inoltre ci e sembrato un modo per migliorare le nostre capacità  tecnologiche e il nostro spirito di adattamento.

È certo, però, che la tecnologia non potrà mai sostituire la scuola tradizionale, perché noi ragazzi siamo abituati ad uno spazio comune nel quale coltiviamo le relazioni, apprendiamo i valori della vita come la gentilezza e il rispetto nei confronti del preside, dei nostri professori, dei collaboratori e anche tra noi compagni di classe.

Un grande ringraziamento andrà, sicuramente, al lavoro che lo Stato, il Ministro dell’Istruzione, della Salute ecc. stanno  facendo ogni giorno per tutti noi cittadini italiani, in quanto sono stati capaci in un momento così difficile, di non negare a noi studenti il diritto allo studio, ma anche a tutti i professori che si sono attivati  e impegnati per apprendere le nuove forme tecnologiche di insegnamento e per continuare il nostro percorso di studi.

#iorestoacasa #andràtuttobene

22/03/2020,

Francesco Arcadio, 2F “Cotugno”

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