Caro diario/2…

Ruvo di Puglia (casa mia), 18 marzo 2020

Caro diario,

oggi è il compleanno di mio zio, fra’ Michele, che vive in Umbria, mentre ieri mio nonno Nicola ha compiuto ottant’anni e lunedì l’altro mio nonno ne ha compiuti settantasei. Sai che vuol dire? Per me vuol dire grandi riunioni di famiglia, grandi mangiate, il chiasso e i giochi con i miei cugini, gli scherzi degli zii, mio fratello Nicola che mette la musica, balli, canti, allegria a più non posso.

E invece oggi, come ieri e ieri l’altro non è successo niente di nuovo, solo chiamate e viedeochiamate! Che rabbia! Il coronavirus ci ha bloccati, ha fermato la nostra vita, mi viene da dire che ha fermato la nostra corsa.

Forse però questo non è tanto negativo. Sto pensando che il coronavirus stia dando alla natura un po’ di tempo per riprendersi, perché stando in casa sono state sospese tutte le attività lavorative, quindi il traffico per andare al lavoro e ad esempio in Cina si sono completamente azzerate le emissioni di gas inquinanti, a Venezia le acque dei canali sono tornate ad essere limpide e nelle città come Torino, Milano si è ridotta la quantità di smog nell’aria.

Questa situazione è da una parte maligna per l’uomo e dall’altra benevola per la natura. È come se la natura, sfruttata e maltrattata da noi, si sia ribellata costringendoci a ridimensionare la nostra impronta ecologica. Ho studiato che l’Earth overshoot day l’anno scorso è stato il 29 luglio: la terra in quella data aveva già esaurito le sue risorse! Sicuramente così non sarà quest’anno. O almeno lo spero! La grande paura che ci sta tenendo a casa così avrà avuto un senso.

La situazione ora è cosi complicata che per il coronavirus non si festeggerà l’ottantesimo compleanno di mio nonno paterno, il settantaseiesimo compleanno di mio nonno materno e perfino il compleanno di mio zio in Umbria che non è potuto venire a trovarci. Spero almeno che il virus non ci raggiunga, così ne sarà valsa la pena e dopo avremo un motivo in più per festeggiare.

Ti saluto, per ora

A presto

Domenico, 2E “Cotguno”

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