Autobiografia

Ciao, io sono Antonella! Un paio di giorni fa, la professoressa di italiano, ci ha assegnato un compito diverso dal solito, scrivere la nostra autobiografia su ciò che stiamo vivendo ora, nel periodo del COVID-19. Un compito che in realtà stavo già svolgendo, in quanto possiedo già un mio diario, ma quello è più personale, con le mie idee e sinceramente non mi andava di esporle. Quindi ho deciso di prendere un nuovo documento di Word e iniziare tutto da capo.

Beh per iniziare devo dire sicuramente che non vedo l’ora di uscire da questa prigione, eh già questa per me è una vera e propria “PRIGIONE”, voglio uscire di casa e abbracciare tutti i miei amici, ma non posso, lo devo a tutte quelle persone che sono morte o che sono contagiate, che non possono vedere i loro parenti, come invece a me è consentito. Lo so che la maggior parte delle volte dico che “odio” i miei fratelli, ma senza questi matti della mia famiglia non sarei felice.  Basta sdolcinatezze, non mi piacciono; stiamo vivendo un periodo della storia molto negativo ma dobbiamo affrontarlo a testa alta come tanti problemi, tante epidemie, come la Spagnola 1920 e il Colera, ma queste sono solo due delle più famose epidemie che abbiamo affrontato e che soprattutto abbiamo sconfitto a testa alta. Io continuo a credere che ce la faremo, penso positivo, anche se non so per quanto riuscirò a esserlo. Le cose stanno peggiorando, ho paura, molta paura , non del virus in sé, ma di restare da sola con i miei pensieri, ho paura di avere un confronto faccia a faccia con me stessa, il mio motto di vita è sempre stato:” Vai avanti senza rimorsi!” ed è proprio di loro che ho paura, dei rimorsi, perché so di aver sbagliato parecchie volte, ma orgogliosa come sono, non voglio accettare i miei errori. Ora mi sto affidando sempre di più alla musica, in particolare a una canzone di Eminem: “Lose your self”, non so bene il motivo per cui abbia scelto questa canzone, ma mi fa riflettere molto, è istinto, e come se, quando sto male, questa canzone fosse di fronte a me, a braccia aperte, pronta a consolarmi ed è una cosa fantastica, mi sento libera di respirare. Infatti il ritornello tradotto in italiano è: “Faresti meglio a liberarti nella musica, e quando la possiedi, è meglio se non la lasci mai andare. Hai solo una possibilità, non perdere l’occasione di fare successo. Questa occasione viene una sola volta nella vita”. Da ciò un po’ capisci di cogliere l’attimo, e mi sono promessa di farlo per non avere ulteriori rimossi, e per stare ancora meglio rimedierò a tutti i miei errori, chiedendo scusa a tutte le persone a cui ho fatto del male, compresa me stessa. Chi lo avrebbe mai detto, la quarantena ti porta ad essere una persona migliore!! Ora credo sia il caso di parlare di un argomento molto discusso in questo periodo: LA DIDATTICA A DISTANZA.

Esatto la didattica a distanza, che bello no? Alzarsi e iniziare una videochiamata anche in pigiama, spettinati, mentre fai colazione… Pensavo anch’io che fosse bello all’inizio, ma in realtà è L’INFERNO vissuto da noi studenti (parlo per me). Il problema, non è stare troppo al computer/cellulare o l’orario, il vero problema per me è che stando a casa non ti viene di studiare come quando stai a scuola, perché diciamocelo, chi è che stando a casa si mette a studiare piuttosto che guardarsi Netflix,  youtube… Insomma siamo distratti molto di più! Per non parlare poi delle connessioni, chi non sente, chi non vede, chi non ha il microfono, chi non ha la videocamera e potrei andare avanti per ore e ore, perché ovviamente noi studenti non abbiamo perso tempo ad inventare delle nuove scuse, per esempio se  prima quando non avevi fatto i compiti dicevi che avevi dimenticato il quaderno a casa, ora se non fai i compiti ti basta dire che non senti o che non hai il microfono e… Io rimpiango totalmente la scuola: mi mancano i compagni di classe, la ricreazione, il caos, l’uscita dal cancello e l’incontro con gli amici. Darei qualsiasi cosa per vivere tutto ciò!

Antonella De Lucia 2A

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