La “Dea del cerchio” al Teatro comunale di Ruvo Di Puglia

Di Domenico Del Vecchio, redazione

“Non rifiuto mai un invito a teatro”. Così ho pensato quando ho saputo che sarei andato, con la classe, al “Nuovo Teatro Comunale” di Ruvo Di Puglia per assistere allo spettacolo “La dea del cerchio” di Marianna Di Muro.

La 1E e la 1D, il 16 marzo, sono andate a teatro per assistere allo spettacolo ideato e interpretato da Marianna Di Muro, attrice e direttore artistico nata a Bari. Il tema principale dello spettacolo è l’invidia, infatti, è iniziato così: “Avete mai ammesso di essere golosi? Sì, tante volte, vero? E… avete mai ammesso di essere invidiosi?”.
dea del cerchioL’attrice, aiutata da bamboline, costruzioni e dalla statuina di Atena, dea della sapienza, delle arti e delle strategie militari, ha raccontato un avvenimento accadutole da piccola, in cui ha provato invidia, proprio come Atena aveva provato invidia per la maestria con cui Aracne aveva tessuto il suo bell’arazzo. Infatti nello spettacolo viene raccontato anche questo mito greco.
La giovane Marianna è solita ritrovarsi con le sue amiche a Bari nel cortile dell’Università sotto lo sguardo della statua di Atena. Del gioco in cui sono più brave, le bambine diventano dee, c’è la dea del nascondino, la dea del disegno, la dea della molla, la dea della verticale. Marianna è la dea del cerchio. Ma un giorno d’estate arriva una nuova ragazza che vuole competere con tutte e vince.
Sfida anche la dea del cerchio, ovvero Marianna, e vince ancora. Marianna accecata dall’invidia decide di lasciare il cortile ma incontra Maurizio che le racconta il mito di Atena e di Aracne. Quindi Marianna, motivata e consapevole del sentimento che prova, decide di non fare come Aracne e neanche come Atena, lei fa a modo suo, si allena duramente e poi scende in cortile per battere la sua rivale. A questo punto della rappresentazione, l’attrice lascia tutte le bamboline a cui ha dato vita e prende un hula hoop con luci a led e inizia a fare, dal vivo, centouno giri con esso. Quindi ritorna tra le sue bambole, ma Marianna ha vinto contro l’amica vanitosa e contro l’invidia!
A fine spettacolo abbiamo fatto delle domande all’attrice:
Ma questa è una storia vera?
“È un po’ vera – ha risposto – ma nel teatro si unisce il proprio vissuto personale con quello altrui, un pezzettino da un amico, un pezzettino dalla mia vita…”.
Recitare ti piaceva sin da piccola o è una passione nata da grande?
“No, sin da piccola mi piaceva raccontare storie e questo da essere una passione è diventato un lavoro”.
Poi ci siamo congedati.
Lo spettacolo è stato molto interessante e bello, testimone è stato il tempo che è volato senza accorgecene.

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