Una lezione di umanità per le future generazioni

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“L’educazione e la formazione civile delle nuove generazioni è l’unico vero baluardo per la prevenzione dei genocidi e degli altri crimini contro l’Umanità, una speranza per il futuro.” Lo ha scritto Giorgio Perlasca, commerciante italiano che, durante il periodo della deportazione, salvò la vita di oltre 5000 ebrei grazie alla sua audacia e al suo coraggio.

Durante il periodo del genocidio, molti uomini, in Italia e nel mondo, salvarono la vita di molte persone destinate alla morte. Nel 1962 Moshe Bejski, nato a Gerusalemme, salvato da Oskar Schindler, si dedicò alla ricerca di tutti coloro che avevano salvato la vita e a Gerusalemme, nel museo di Yad Vashem, cominciò a piantare alberi (su cui venivano scolpiti i nomi) in onore dei Giusti fra le nazioni per la commemorazione. Ne sono stati trovati circa 20000 di cui 295 italiani. Oggi, in Italia sono stati creati molti Giardini dei Giusti, da nord a sud. Il primo si trova a Milano ed è stato inaugurato il 24 gennaio 2003. Nello stesso anno, anche Catania ebbe il suo Giardino dei Giusti. Il 5 settembre 2012 è stato inaugurato a Bisceglie un altro Giardino dei Giusti. Durante la cerimonia, un albero e un cippo sono stati posati in ricordo di Khaled Abdul Wahab, un arabo tunisino che ha salvato molti ebrei dalla deportazione. Prendiamo esempio da queste persone che, nonostante il pericolo, hanno scelto la strada più difficile: quella dell’ umanità di fronte alla ferocia dello sterminio.

Angelo Gabriele De Leo e Vito D’Ingeo

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