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Una chiacchierata con Marie Curie 

La Dad concede una nuova opportunità: gli “Incontri Impossibili” dell’associazione “Atlantide” strabiliano gli studenti. “Lo spettacolo visto <<a distanza>> è riuscito a coinvolgerci in maniera particolarmente travolgente, facendoci imparare senza che ce ne accorgessimo[…]’’ estratto del commento di Ilaria Di Terlizzi, spettatrice.  

Maria Curie

3 Marzo 2021, grazie al progetto “Incontri Impossibili” dell’associazione teatrale “Atlantide”, I ragazzi della 3Bs hanno potuto avere una discussione faccia a faccia con una delle madri della scienza moderna: Marie Curie, o meglio, l’attrice che ne faceva magistralmente le veci.  La donna, munita di accento francese e acconciatura simile a quella del personaggio interpretato, si è collegata sia con i ragazzi a casa che con quelli in presenza attraverso la piattaforma “Microsoft Teams”, per offrire agli alunni un’occasione irripetibile: parlare con un personaggio storico ormai defunto.

Il progetto “Incontri Impossibili” consiste in video-incontri di 40/45 minuti con personaggi storici e non, che hanno lasciato la propria impronta nello sviluppo culturale dell’umanità.

Gli studenti, veri protagonisti della vicenda, si sono rivelati particolarmente entusiasti di partecipare – più che assistere – ad uno spettacolo che li coinvolgesse a tal punto da instaurare un vero a proprio dialogo con il personaggio in questione, permettendo loro di imparare nozioni sulla vita della celebre Marie Curie. I ragazzi si sentivano a tratti travolti dall’espressività dell’attrice che interpretava il personaggio, rimanendo incantati dai racconti degli episodi che con tanta emozione condivideva con loro. Marie, per l’appunto, parlava prima con nostalgia di un particolare avvenimento della propria infanzia, poi ricordava con un’alone di malinconia della morte della propria sorellae con gioia vantava la storia d’amore con suo marito, Pierre Curie. Spesso, faceva finta di guardare un punto fuori dallo schermo, per poi rispondere in francese ad una domanda fittizia e passare delle fialette a qualcuno, per rafforzare la convinzione di trovarsi in laboratorio. Mediante questa tecnica di immedesimazione nel personaggio particolarmente radicale, per gli spettatori non è stato difficile memorizzare eventi e date anche senza aprire il libro di storia. Ma non è solo l’ascolto passivo quello in cui lo spettacolo consisteva: Marie infatti, non si tratteneva dal fare domande ai suoi interlocutori sul progresso scientifico moderno, e su come le sue scoperte avessero aiutato l’umanità nel campo della medicina e della chimica, per poi farsi spiegare dai ragazzi il funzionamento di determinate invenzioni, e gli spettatori, a loro volta, si ingegnavano per trovare una spiegazione comprensibile per qualcuno di un’altra epoca, dilettandosi comicamente in fallimentari acrobazie lessicali. Spesso però, colui o colei che forniva la risposta alla domanda corrente, si ritrovava inondato di altri quesiti, che inevitabilmente riportavano l’attenzione della classe sugli avvenimenti relativi al Covid-19 e alle complicazioni portate da esso.  

Lo spettacolo mi è piaciuto molto per via di quanto ci abbia coinvolto e sia riuscito, per certi versi, a trasportarci nella vita di Marie Curie, facendoci apprendere la sua storia con più leggerezza, rispetto a come la avremmo appresa da un libro scolastico”. Ecco le dichiarazioni di Ilaria Di Terlizzi, studentessa facente parte della classe che ha preso visione dello spettacolo.  

 Avendo dalla propria parte il giudizio degli alunni, si può fermamente dichiarare che la didattica a distanza, anche se di per sé ha fatto arricciare il muso a molte persone, ha offerto possibilità didattiche pratiche e coinvolgenti, che certamente non restituiranno gli anni passati in “cattività”, ma sicuramente doneranno loro un accento di speranza necessario per andare avanti.  

Azzurra Mangiatordi 3Bs, redazione