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Un viaggio nella scienza: DNA carta d’identità non falsificabile

Nei giorni scorsi, noi ragazzi della 3^BS (plesso Carducci), dopo alcune lezioni teoriche di scienze, ci siamo cimentati nella realizzazione di modellini di DNA. Cos’è il DNA? In TV hanno nominato spesso questa parola, ma quanti ne conoscono il significato?

Il DNA è il codice della vita che determina ogni nostra caratteristica, la nostra carta di identità “non falsificabile” nascosta da centinaia di migliaia di anni nel nucleo delle cellule e scoperta solo nel 1953 da Watson e Crick.

Basandoci sulle immagini di DNA, abbiamo liberato la fantasia e realizzato modelli in 3D differenti per dimensioni e materiali usati. C’è chi ha realizzato un DNA da mangiare usando caramelle come basi azotate e liquirizia per i filamenti o chi ha modellato la cera, il ferro, la plastilina, le cannucce, le perline, gli stuzzicadenti, i nettapipe, la carta pesta, il cartone o il polistirolo. C’è chi ha realizzato anche modelli mobili alimentati da energia elettrica. Dopo questa entusiasmante esperienza pratica, ci siamo approcciati allo studio delle scienze con più consapevolezza e abbiamo approfondito il tema con un argomento molto importante e da sempre dibattuto: la clonazione.

Su questo argomento si sviluppano diversi dibattiti di natura etica. Per esempio un vantaggio della clonazione di polli potrebbe essere quello di selezionare un pollo grosso e robusto che cresce senza cibo e resiste alle malattie e farne tante copie per avere un allevamento super produttivo ed economicamente vantaggioso.

In ambito agroalimentare l’ingegneria genetica continua a produrre organismi geneticamente modificati (OGM) in cui, parte del DNA, è stato modificato e noi mangiamo grano, verdura, frutta di bell’aspetto, di grandi dimensioni e resistente all’attacco dei parassiti.

Ma essere identici aiuta davvero? Noi pensiamo di no perché la variabilità genetica che viene messa in campo quando il corredo cromosomico dei genitori si mescola, rende il nuovo individuo “geneticamente flessibile” e più adattabile. Quali potrebbero essere allora i vantaggi della clonazione per l’uomo?

Uno dei vantaggi potrebbe essere la produzione di tessuti per i trapianti come lembi di pelle per curare gli ustionati.

I film di fantascienza, però, danno origine a molte idee sbagliate sulla clonazione, alcune delle quali includono l’idea che il genere umano possa diventare perfetto, se fatto da individui selezionati che sono copie identiche uno dell’altro.

Ma la vera bellezza noi la vediamo sui nostri visi diversi, nel colore diverso dei nostri occhi e dei nostri capelli, nelle nostre diverse intelligenze, nella nostra imperfezione.

È così che vogliamo restare.

 

Fracchiolla Elena, De Venuto Francesca, Sparapano Domenico, Spinelli Gianvito 3Bs