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L’abisso di Auschwitz

ph: Di Bitonto Martina

“Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore…”
Con questa citazione tratta dalla poesia “Se questo è un uomo” di Primo Levi sopravvissuto ai campi di concentramento, riflettiamo sui valori della vita e ricordiamo le vittime dell’Olocausto.

Gli alunni della scuola Cotugno-Carducci-Giovanni XXIII di Ruvo di Puglia si sono riuniti in auditorium per parlare della Giornata della Memoria. Le classi terze di ogni corso hanno presentato attraverso dei Power Point cosa accadde tra il 1935 e il 1945. Il tutto partì in Germania quando Hitler iniziò a discriminare la razza ebrea. Nel 1935 furono emanate le leggi razziali che impedirono agli ebrei di partecipare alle assemblee pubbliche, di andare in luoghi pubblici e in seguito anche quella che impedì ai bambini ebrei di andare a scuola. Prima venivano prelevati dalle proprie case e ciò poteva avvenire in qualunque momento della giornata; poi venivano deportati nei campi di lavoro, concentramento e sterminio e una volta arrivati venivano fucilati. Quando si accorsero che tra gli ebrei c’erano zingari e persone dotate di handicap, inventarono le camere a gas.

Spesso quando si parla della Giornata della Memoria si fa riferimento a tre parole importanti: Shoah, Olocausto e Genocidio. La Shoah è la mancanza di rispetto dell’altro, l’Olocausto è un sacrificio e il Genocidio è lo sterminio di razze o etnie.

Tutto quello che accadde in quegli anni, oggi lo possiamo sapere anche grazie a testimoni come Nedo Piano, Maria Conwell che ci fanno riflettere su quello che è accaduto. Ma siamo sicuri che ciò che accadde in quegli anni non si è più verificato o non si stia verificando?

Martina Di Bitonto, Luisiana Farinola, Marinella Basile