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Un salto nel passato. Il mio bisnonno e la guerra in Etiopia

Circa un secolo fa, il mio bisnonno Francesco fu allontanato dalla sua famiglia ed arruolato come soldato nella guerra d’Etiopia, in Africa, dal 3 ottobre 1935 al 5 maggio 1936 e che vide contrapposti il Regno d’Italia e l’Impero d’Etiopia.

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Ho raccolto importanti testimonianze da mio nonno Giuseppe che, mi ha riferito di ricordare, come fosse ieri, i racconti intensi ed emozionanti di suo padre da quando fu inviato in Africa come soldato fino al suo ritorno a casa. I ricordi, tramandati a voce, riportano la paura nel momento della partenza, perché giovane e senza esperienza militare, ma anche quella dei bombardamenti e degli attacchi. Ancora, la fame per i pochi rifornimenti di viveri che arrivavano e che non riuscivano a sfamare tutti quanti, giorni e giorni interi senza mangiare neanche un pezzo di pane e tanta debolezza a cui si aggiungeva il pensiero ossessionante di non vedere più i propri cari mentre guardava morire accanto a lui tanti compagni accomunati tutti dallo stesso destino: l’amore per la patria.  Aggiunge dicendo che suo padre aveva escogitato un piano per cercare di tornare prima a casa: dopo alcuni mesi decise di togliersi tutti i denti così da far pensare ai medici di frontiera che si trattasse di una grave malattia. Questo per suo grande dispiacere non avvenne e continuò nella sua battaglia pregando ogni giorno Dio di proteggerlo e farlo tornare a casa sano e salvo. Tutto finì il 5 maggio 1936, quando gli italiani occuparono Addis Abeba ponendo fine alla Guerra di Etiopia. Ricevette il congedo e ritornò a casa per abbracciare i suoi cari.

Di questa sua grande impresa a noi rimangono documentazioni e medaglie commemorative per le operazioni in Africa Orientale che tramandiamo per non dimenticare, lasciando vivo il suo ricordo. Mio nonno, conclude dicendo di essere orgoglioso di aver avuto un padre come il suo.

Rossella D’Aniello 1D, redazione