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Un lavoro da nero. Dialogo sul caporalato contro l’indifferenza

cesto“L’indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l’apatia morale di chi si volta dall’altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e gli altri orrori del mondo. La memoria vale proprio come
vaccino contro l’indifferenza.” (Liliana Segre)
Dopo aver assistito all’ultima testimonianza pubblica della Senatrice a vita Liliana Segre, in occasione dell’inaugurazione dell’arena Janine, attraverso conversazioni di classe, visione di documentari e varie letture di approfondimento, la classe terza C del plesso “Cotugno” della S.S.S. di primo grado “Cotugno-Carducci-Giovanni XVIII” di Ruvo Di Puglia, ha deciso di scendere in campo per contrastare l’indifferenza, avendo compreso che oggi sembra essere orientata contro le persone migranti. Durante la testimonianza, la Senatrice ha raccontato la sua esperienza di indifferenza nei confronti dell’amica Janine, una ragazza di origine ebrea deportata nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau che, in seguito ad un grave incidente alla mano fu considerata pezzo inutile dalle SS. Al momento della condanna, però, Liliana non ebbe il coraggio di salutarla per l’ultima volta. Questo è stato uno dei numerosi passaggi che ha indotto ragazze e ragazzi di terza C, ad approfondire questo particolare aspetto che incombe, ormai, da troppo tempo nella nostra società. A Janine è stato dedicato un concorso, che richiede la narrazione di una particolare esperienza che sappia contrastare efficacemente il fenomeno dell’indifferenza oggi. Così, dopo varie ricerche, documentandosi e informandosi sulla dura realtà in cui sono costretti a vivere i migranti sfruttati nel lavoro dei campi, malpagati e senza il necessario rispetto della dignità personale, la classe ha conosciuto l’associazione Solidaria, che opera a Bari. Compito dell’associazione è la tutela del diritto a un lavoro e a un reddito che non pratichi alcuno sfruttamento nei confronti delle persone che giungono in Italia da altri continenti.
Attraverso il lavoro nei campi di pomodoro, le tecniche di coltivazione biologica e la produzione di salsa, la SfruttaZero, l’associazione Solidaria garantisce loro un salario dignitoso. La triste piaga del caporalato, tanto diffusa in Puglia, può essere contrastata, dunque, riconoscendo il diritto ad un salario equo, un’accoglienza dignitosa, la produzione di una salsa che ha un sapore assolutamente squisito: il sapore del rispetto dei diritti umani.

Per la terza C, Sara Scisciolo e Gabriele Di Pasquale