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Soggiorni Inps un’esperienza incredibile

L’ estate. Il mare. La pelle bruciata. L’ acqua salata che brucia gli occhi. Le risate degli amici. L’ estate un ricordo ormai lontano, che io non voglio ancora lasciare, nonostante sia in pieno inverno, perché la prospettiva che venga tra solo 6 mesi, 92 giorni, 6 ore 21 minuti, è devastante. Di solito non ha questo effetto, ma quest’ anno è stato magico, grazie all’Inps.

L’Inps un’esperienza magnifica, resa indimenticabile dai sentimenti ampliati dalla spensieratezza di noi ragazzi, sempre pronti a fare amicizia e far nascere nuovi amori. Gli ultimi per me ancora un orizzonte molto lontano. Tutto ciò è nato da una proposta dei miei genitori, stare quindici giorni lontana da casa, una gioia grandissima per me, ma purtroppo accompagnata dal mio “amatissimo” fratello, grande portatore di fardelli. Così partimmo il 12 luglio, con i nostri genitori in procinto di uscire i fazzoletti bianchi come se andassimo a combattere per l’umanità. Così tra mare, piscina, lezioni d’inglese e abbuffate stratosferiche, si instauravano relazioni. Inoltre la sera era una sfida scegliere come vestirsi o truccarsi per le varie serate: discoteca, pigiama party, amici, just dance etc…  Purtroppo stando a stretto contatto per due settimane iniziarono i litigi, quelli veri, causati soprattutto dalla mancanza di tatto, scherzi indesiderati ma soprattutto gelosia. Tanta gelosia. Troppa. Ma la vendetta era un piatto da servir freddo, e non nel senso di congelarla nel freezer. Così le amicizie si staccano, ma non apparentemente. Ma l’ultimo giorno, quando ormai sapevano che non ci saremmo mai più (nella maggior parte dei casi) rivisti, i muri sono crollati e hanno lasciato posto a pianti sofferti, perché consapevoli che un’estate 2018 non si sarebbe mai più rivista. 

Francesca Gesmundo