Milano Vagando: L’ultima Cena di Leonardo da Vinci

Il giorno 2 maggio 2019 è stato il cinquecentesimo anniversario dalla morte di Leonardo da Vinci e proprio per ricordarlo una redattrice, il giorno 19 giugno, si è recata nell’ex refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano per vedere uno degli affreschi più famosi di questo artista cioè L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, voluto da Francesco Sforza componente della famiglia più importante di Milano, durante il periodo rinascimentale tra il 1495 e il 1498.

In questo dipinto Leonardo ha voluto mettere in scena il momento in cui Gesù pronunciò  la fatidica frase del tradimento da parte di una delle persone che si trovavano in quella stanza. Nel quadro si vede come tutti fossero preoccupati perché non volevano che il loro Signore morisse, ma anche con curiosità e incredulità volevano sapere chi fosse il colpevole. Gesù invece, senza dar retta a nessuno degli Apostoli e delle loro richieste, rimaneva impassibile, mentre l’unico che stava in disparte era proprio Giuda Iscariota, il traditore, che nascosto teneva sul tavolo il famoso sacchetto con i trenta denari.

Leonardo, molto conosciuto per gli esperimenti che faceva in vari campi tra cui l’arte, decise di utilizzare un nuovo modo per dipingere l’affresco a secco su intonaco. Per questo motivo da subito il quadro iniziò a deteriorarsi e a rovinarsi, infatti molti furono i restauri.

Durante il periodo Napoleonico il refettorio venne utilizzato come stalla per i cavalli e durante la Seconda Guerra Mondiale la volta del cenacolo venne distrutta, ma la parete dove si trovava l’affresco resse. Ad oggi molte parti del dipinto sono irrecuperabili.

Leonardo da Vinci è uno dei pittori più noti in tutto il mondo proprio per le sue opere, Questo bellissimo e particolare affresco è uno dei fiori all’occhiello della storia dell’arte fortunatamente rimasti nel nostro Paese che molti altri non hanno. Per questo almeno una volta nella vita bisognerebbe vederlo perché merita tutto lo studio in onore della genialità del pittore che ha creato questa impareggiabile opera d’arte.

Eufemia Daraio

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