L’uomo che piantava gli alberi

In occasione del 50° anniversario della giornata mondiale della Terra il 22 Aprile 2020, mi sono dilettato con la visione del capolavoro cinematografico tratto da un libro di Jean Giono, “L’uomo che piantava gli alberi” scritto nel 1953.

Al centro del film d’animazione è la figura di un pastore, Elzéard Bouffier, che vive sulle pendici provenzali delle Alpi. L’uomo trascorre la maggior parte del suo tempo piantando ghiande da cui, si augura, nasceranno un giorno delle querce.

Narratore della storia è un giovane ragazzo che conosce Elzéard durante un’escursione: dopo aver finito le scorte di acqua riceve aiuto dal pastore e inizia fra i due una conoscenza che durerà per molti anni. Elzéard spiega al giovane il suo intento di ridare vita a quei luoghi così aridi e desolati, piantando frutti che genereranno alberi. Quando scoppia la Prima Guerra Mondiale il giovane si arruola come soldato, mentre il pastore continua il suo lavoro di piantatore di alberi. Dal 1920 in poi il ragazzo inizia a visitare Elzéard ogni anno e lo fa sia per godere dell’aria pulita di quei luoghi, sia perché inizia ad amare e ad ammirare il paesaggio che, grazie al lavoro dell’amico, sta iniziando a cambiare. Quindici anni dopo, nel 1935, Elzéard riceve la visita di una delegazione governativa che viene ad esaminare la foresta e la mette sotto protezione dello Stato. All’inizio della seconda guerra mondiale la Francia ha urgente bisogno di legname, ma la foresta di Elzéard non corre pericolo di essere disboscata. Il narratore incontra l’amico pastore per l’ultima volta nel 1945: il paesaggio arido si è trasformato in una regione viva e bellissima; come lui molti altri si sono accorti del cambiamento e hanno iniziato a ripopolare i dintorni della foresta dove ora sorgono fattorie e coltivazioni. Alla fine scopriamo che Elzéard Bouffier, un vero Atleta di Dio, è morto nel 1947, in una casa di riposo.

La visione di questo film mi ha fortemente interessato perché, oltre al fatto che bisogna tutelare e quindi avere cura del nostro meraviglioso Pianeta Terra, sono riuscito a intuire qual è il corretto comportamento da assumere nella vita di tutti i giorni grazie all’esempio di Elzéard Bouffier, ovvero la generosità e l’altruismo, anche a piccole dosi, ma in forma costante, possono cambiare il mondo.

Ringrazio i miei docenti per avermi suggerito questo importante spunto di riflessione e propongo a tutti voi la visione di questo film con un semplice click:

Marco Rutigliani Di Gennaro 2 Bs

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