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L’incontro con Ulisse, l’uomo dal multiforme ingegno

Apprendere dal passato, realizzare nel presente, sognare il futuro 

ulisse

 Impazienti eravamo di immergerci nel mondo di Ulisse. Non vedevamo l’ora di comunicare con lui, grande uomo del passato! La dea Atena, figlia prediletta di Zeus, ci ha aiutato nel compiere l’Incontro impossibile oltre i limiti dello spazio e del tempo.  

Prima dell’incontro, per immergerci nell’atmosfera dell’ignoto passato, abbiamo deciso con le nostre docenti di accogliere il figlio di Laerte indossando una maglietta nera con un punto interrogativo, disegnato da noi su un foglio bianco, simboleggiante il viaggio verso l’ignoto.  

L’astuto Ulisse è entrato a far parte della nostra epoca, esibendo maestosamente tutta la sapienza di un eroeIl grande Odisseo ci ha incoraggiato a rivelargli i segreti della nostra cultured egli, invece, ci ha spiegato il mistero di tutti i suoi viaggi, narrandoci le sue favolose avventure, affrontate con determinazione e furbizia: il canto delle sirene, la permanenza con la maga Circe, il tempo perduto con Calipso e soprattutto lo scontro con il terribile Polifemo. L’uomo dalla mente dai mille colori ci ha rivelato gli oscuri segreti del ciclope figlio di Poseidone: ”Quando si ha un solo occhio si può avere un solo pensiero, una sola emozione e solo un terribile sentimento rancoroso, che può far provare rabbia e pazzia. E quando si è solo arrabbiati e pazzi non si sanno distinguere le menzogne dalle verità. Io sfruttai la mia proverbiale furbizia dicendo che il mio nome era NessunoRicordo ancora le urla rabbiose del gigante! Quel mostro meritava la morte, ma si salvò e, con l’aiuto del muta-forma Poseidone, mi maledisse”. 

Ulisse ci ha insegnato che il viaggio è all’interno di se stessi e che nel viaggio bisogna concedersi al fascino del mistero. Con tono saggio e solenne ci ha illuminato:” Nel viaggio ci si perde e ci si ritrova. Alcune volte, senza accorgerci, viaggiamo all’interno di noi stessi e ci capita di ritrovarci in ambienti oscuri, non sempre facili da attraversareNel viaggio interiore scopriamo dei luoghi che non conosciamo e, così ci eleviamo moralmente e ci formiamo per diventare migliori”.  

Luciano De Crescenzio ha descritto Ulisse come colui che non si preoccupa della valigia, del prezzo del biglietto, della destinazione, ma per cui l’importante è partire. Il Learziade Ulisse non si è mai arreso, al contrario, ha sempre tenuto la fiamma dell’astuzia accesa.  

In seguito, ci ha condotti a riflettere sul rapporto con suo figlio Telemaco. Infatti, ai tempi della guerra contro Troia, mentre il grande Odisseo combatteva, suo figlio cresceva senza la figura paterna. Quando Telemaco crebbe, iniziò a preoccuparsi anche lui, come Penelope, dell’assenza del padre, così si recò da alcuni indovini, per sapere se in futuro l’avrebbe mai rivisto.  

Da piccolo Telemaco cercava ovunque una figura paterna che potesse accudirlo, ma tra Proci e servi non riuscì a intravedere in nessuno lo sguardo sicuro e amorevole di Odisseo.  

L’esperienza di Ulisse e Telemaco ci è di grande insegnamento: il rapporto che si ha con qualunque persona, soprattutto con i propri genitori è insostituibile e non bisogna mai sprecare il tempo che scorre inesorabile. 

Abbiamo confrontato i nostri mondi: l’affascinante passato di Ulisse e il nostro ordinario presenteQuel giorno, il distruttore di rocche ci ha spiegato con parole pregne di saggezza che ogni epoca ha le proprie difficoltà: “Ogni epoca ha le proprie problematiche, noi viaggiamo fisicamente nella nostra vita, l’umanità viaggia nel tempo e incontra delle difficoltà attraverso il mistero dell’esistenza; siamo proprio noi, che se armati di coraggio e perseveranza, riusciremo a sconfiggere tutte le nostre difficoltà”.  

Angelica Bove, Mariagrazia FracchiollaFabio Minafra, Desiree Scarongella, Paolo Vasco, IF