Questo è il tempo della sensibilità e dell’empatia. Lettera dei Genitori ai Docenti

Ringraziamo il dirigente e il corpo docente per questa possibilità che è stata offerta ai ragazzi attraverso la didattica a distanza, sicuramente pensata nell’ottica di continuare a garantire il diritto all’istruzione e di mantenere viva la socializzazione, la relazione, di alimentare il senso di appartenenza alla comunità scolastica, in ottica più mirata di appartenenza alla propria classe, ai propri compagni, ai docenti.

Ogni classe si presenta in modalità differente, noi oggi cerchiamo di dare voce a tutti i nostri ragazzi e alle loro famiglie. La nostra 3C si è sempre distinta per il forte legame creato in questi tre anni e per il senso di accoglienza e solidarietà verso le fragilità presenti in classe. E’ vero, spesso qualcuno è risultato sfuggente ed è stato necessario inseguirlo. Talora si sono mostrati scostanti e demotivati, anche quegli alunni sempre attenti e preparati durante la didattica in presenza, ma è vero anche che loro si trovano ad affrontare una delle più grandi “prove di realtà” che mai avremmo potuto prevedere, là dove molti adulti stanno cedendo alla disperazione, allo sconforto, e i fatti di cronaca ce ne danno prova ogni giorno. La motivazione, l’interesse, l’impegno, la capacità di adattamento alla nuova didattica sono spesso il risultato di variabili soggettive: in questa fase, per quel che riguarda la classe, avendo superato il problema dei dispositivi e delle connessioni, ci sono ragazzi che non hanno il sostegno dei genitori perché hanno una difficile comunicazione con loro o gli stessi presentano difficoltà economiche specifiche del momento; alcuni sono lasciati soli perché magari i genitori hanno continuato a lavorare nella filiera alimentare. C’è chi tra loro può ritagliarsi momenti di svago nelle interminabili giornate perché ha a disposizione supporti come la play station, canali streaming, netflix, magari possiede un animale domestico, chi ha a disposizione uno spazio aperto, un giardino. Tanti tra loro si applicavano nelle varie attività sportive, tanti ritrovavano solo nell’incontro coi compagni quell’unico momento di piacere.

Tutta questa premessa per chiedere a tutti voi una maggiore comprensione, più tolleranza verso le difficoltà che potranno presentarsi. Questo è il tempo della sensibilità, dell’empatia. Siate da supporto attivo nel percorso di preparazione della tesina, della scelta degli argomenti, degli approfondimenti, rincorrete quei ragazzi sfuggenti, ma con benevolenza, siate costruttivi nelle correzioni perché in questo clima tanto colmo di incertezze, probabilmente sarà l’ultimo lavoro che li vedrà impegnati in questa fase scolastica e non sostenendo neanche la prova orale, non vivranno l’emozione e l’ansia della notte prima degli esami, la soddisfazione di aver lavorato bene. Ma ricorderanno sicuramente quei docenti che li avranno sostenuti, ascoltati, stimolati, incoraggiati in questo periodo così devastante da ogni punto di vista.

Davvero noi come genitori ci auguriamo che possano acquisire quella resilienza di cui tanto si parla. In un’ottica che vi troverà forse più in difficoltà rispetto alle valutazioni, tenete presente che la stessa, in un adolescente, costruisce o modifica l’immagine di sé, può cambiare la prospettiva futura, spegne o accende la fiducia, motiva o disincentiva e inevitabilmente influenza la storia personale di ogni ragazzo.

Da “Orizzonte Scuola” riportiamo le parole del Sottosegretario all’Istruzione: “Che siano considerati soprattutto gli aspetti positivi e propositivi. Sarebbe d’altra parte difficile e controproducente soffermarsi sulle mancanze degli studenti nei confronti di un processo di apprendimento che per quanto prezioso e frutto del lavoro straordinario di docenti, studenti e famiglie dimostra comunque molti limiti e criticità. Dovremo recuperare tutti la lezione del maestro Manzi sulla valutazione che oggi appare ancor più attuale: fa quel che può, quel che non può non fa”.

I genitori della 3C

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