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La storia di Erika

Foto di: Pagano Gabriele

“Nel suo viaggio verso la morte, mia madre mi scaraventò dentro la vita”. E’ quanto dice Erika, la protagonista del libro “La storia di Erika” di Ruth Vender Zee. Roberto Innocenti; edizioni la Margherita. E’ la testimonianza di una storia vera. La scrittrice esordisce parlando del suo incontro con Erika avvenuto nel 1995, quando seduta su un muretto di Rothenburg, in Germania, incontra una signora con la quale scambiare alcune parole e subito venne fuori la loro comune origine ebraica. Siamo su lugubri binari, stazioni fumose, carri bestiame su cui salivano milioni di ebrei per l’ultima destinazione. Da uno di questi carri, una mamma e un papà, consapevoli del tragico destino che li attende, compiono una scelta estrema: lanciare la loro figlioletta “un fagottino rosa“ su un tappeto erboso vicino ad un passaggio a livello. “Chissà se mia madre, prima di lanciarmi, mi baciò, chissà se pianse o se pregò”. Quanti mesi aveva? Qual era il suo nome? Aveva fratelli, sorelle? Chi erano i suoi genitori? “Qualcuno mi raccolse e mi affidò ad una donna che si prese cura di me e per me rischiò la propria vita… Mi chiamò Erika; mi diede una casa, mi nutrì, mi vestì, mi mandò a scuola. E mi volle bene, disse la protagonista. A 21 anni “sposai un uomo meraviglioso che riuscì a lenire il dolore che mi straziava e comprendere il mio desiderio di famiglia”. Ha avuto tre figli ed oggi gode dei suoi nipotini. Siamo riuscite attraverso la lettura di questa storia, accompagnate da immagini dello stesso libro e musiche dal vivo a catturare l’attenzione degli alunni della classe seconda e prima e a riflettere sul dramma della Shoah. La storia infatti, ci ha spinto a rivedere l’umanità, di ieri e anche quella di oggi, in tutte le sue sfaccettature: quella repressa e quella che reprime ma anche quella che dà vita e speranza. E’ da qui che vogliamo ripartire per una società migliore.

Foto di: Pagano Gabriele

Sofia Elicio, Flavia Iurino 3Cs