La spinta all’effetto “gioco”

Il gioco d’azzardo è un fenomeno molto presente nella nostra società, con obiettivo di vincere dei soldi scommettendo o puntando sul destino. Ma perché tante persone sono coinvolte in questo “effetto gioco”?

gioco d'azzardo

Prima di trarre conclusioni, stabiliamo la definizione di “gioco d’azzardo”, presa dal vocabolario Treccani: “Attività ludica in cui ricorre il fine di lucro e nella quale la vincita o la perdita è in prevalenza aleatoria, avendovi l’abilità un’importanza trascurabile. Ne esistono svariati tipi, dai più antichi, come il gioco dei dadi a quelli più recenti effettuati con apparecchi automatici o elettronici.”

Perciò il fine (in teoria) del gioco d’azzardo dovrebbe essere aumentare i soldi presenti nelle nostre tasche o nei nostri conti in banca. Il nostro cervello, in momenti di rabbia, dolore o scarsi risultati sul lavoro o voti scolastici inferiori, ha bisogno di svago che faccia dimenticare i propri doveri ma traendone profitto. Quale sarebbe un gioco migliore se non quello d’azzardo? Ciò che colpisce i giocatori, oltre alla possibilità di guadagnare facile, è il luogo dove si gioca, una sala senza né orologi né finestre ci fa perdere la cognizione del tempo e ci fa giocare più di quanto desiderato. Perdere ci fa credere di avere una possibilità con la prossima giocata, vincere un’ingente somma ci fa credere che possa accadere di nuovo, è questo il sistema del gioco d’azzardo.

Ma questo fenomeno non sarebbe legale se non servisse allo Stato a prendesse la maggior parte dei soldi ricavati dai numerosi sprovveduti che credono che vincere sia così facile. In realtà nella vita la felicità si raggiunge con “prodotti” ricavati dalla nostra fatica, con lo sforzo si potrà raggiungere un obiettivo concreto.

Francesca Ficco 3Ds, redazione

 

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