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Il tesoro d’Oriente: l’incanto del loto

Penso che tutti i fiori siano belli perché ognuno è diverso dall’altro ed è unico, ognuno ha le proprie caratteristiche che lo rendono inimitabile. Proprio per questo non ho un fiore preferito, ma penso che quello che più mi rappresenti sia il fiore di loto. Dico così perché è uno tra i pochi fiori che  proprio come me è sempre in acqua. Anche lui è un maniaco della pulizia, infatti le sue foglie hanno una struttura superficiale particolare che le mantiene costantemente pulite. Questo fiore è composto da più di venti petali e da foglie molto ampie (il suo diametro arriva fino a 80 cm) , queste ultime sono rotondeggianti e vellutate. Si chiama fiore di loto proprio perché i fiori rappresentano il vero incanto del Loto: solitari, vistosi, profumati e di colore rosa, rosso, bianco, blu o violetto, sono talora sfumati, in giallo striati o doppi.

Il fiore di loto assicura un profumo inebriante, ma la cosa che più mi colpisce è che la sua presenza mi sembra quasi evochi immagini esotiche di paesi lontani e viaggi avventurosi. In effetti, questa pianta appartiene profondamente alla cultura religiosa orientale.

Molte sono le proprietà medicinali del fiore di loto conosciute sin dai tempi antichi. Le foglie, il fiore e il decotto, permettono di prevenire e combattere febbre, catarro, tosse e altro… Proprio per questo è ritenuto un fiore sacro per l’Induismo e per il Buddismo ed è considerato simbolo di perfezione e purezza dell’anima. Secondo la tradizione asiatica esprime significati profondi e potentissimi come la forza e la capacità di non farsi contagiare dal male di questo mondo, la consapevolezza della propria natura e la crescita spirituale.

Insomma, questo fiore è proprio un tesoro d’oriente.

Giada Grillo. 1B Cotugno