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Il sogno infranto di Domenico

Per la giornata della legalità, che si celebra il 21 marzo, le classi 3° di entrambi i plessi di scuola media di Ruvo di Puglia hanno ricordato le vittime della mafia con i testimoni Lea Martimucci e Roberto Campanelli, un iscritto dell’Associazione Libera. 

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“Alcune vittime della mafia vengono da noi citate molto spesso, basti pensare ai giudici Falcone e Borsellino, ma molte altre sembrano essere dimenticate”. 
I ragazzi hanno ascoltato la testimonianza di Roberto Campanelli, un iscritto all’associazione Libera, che ha anche dichiarato: “L’associazione Libera, fondata da Don Ciotti, si impegna a ricostruire l’elenco intero delle persone innocenti colpite dalla mafia. L’elenco conta 1030 vittime, che vanno dal 1800 ai giorni nostri. Ricordare tutti è importante e serve ad evitare che altre storie simili accadano ancora. Alcune persone sono convinte che la città appartenga a loro – continua Campanelli – e per dimostrare la loro potenza compiono atti violenti ai danni di qualcuno che non ha alcuna responsabilità di ciò che accade nella società o delle ingiustizie. A volte, però – conclude Campanelli – il male è motivo di crescita, soffrire ci avvicina ai nostri cari perché è una tristezza che viviamo tutti insieme. Successivamente abbiamo ascoltato ciò che aveva da dirci Lea Martimucci, la sorella di Domenico, vittima della mafia: “Ho ascoltato la radio e ho sentito che nella notte tra il 23 e il 24 marzo si celebra l’anniversario di Dante Alighieri, e mi sono ricordata di una terzina di Dante che, tradotta in italiano, dice che non siamo fatti per essere violenti, ma per perseguire la conoscenzaLea aveva un fratello di poco più di 20 anni, Domenico, per gli amici Domiil quale amava l’arte e la musica e aveva un sogno: diventare un calciatore, infatti giocava in serie DNon gli piaceva il bullismo – dice Lea – o qualsiasi altra forma di violenza e viveva per gli amici. Il 5 marzo, un giorno piovoso e che non sembrava avere niente di speciale, Domenico era rimasto in camera tutto il giorno, ma venuta la sera aveva iniziato a chiamare gli amici per uscire. Essendo tutti occupati andò in un locale al centro di Altamura per vedere una partita di calcioQuattordici minuti dopo la mezzanotte due ragazzi ventenni senza amore hanno piazzato 800 grammi di tritolo edopo l’esplosione, sono rimasti feriti in sette. Lo scoppio, ha ricordato tra le lacrime la signora Lea, ha dilaniato il cranio di Domi, che ha subito 11 interventi al policlinico di Bari. Io e la mia famiglia lo andavamo a trovare ogni giorno per un’ora. Adesso, grazie alla polizia, i ragazzi sono in carcere e usciranno fra 30 anni. Oltre ad aver strappato la vita di mio fratello, hanno strappato anche la loro, sottolinea Lea”Seconde lei perdonare i due ragazzi non è facile, perché loro si dovrebbero pentire o dovrebbero chiedere scusa. Sappiate che oggi Domenico vive ancora con noi – conclude la Martimucci – anche con l’associazione da noi fondata, Noi siamo Domi. Ricordate sempre che non dovete scegliere di far del bene, ma dovete evitare di far del male.” 

L’esperienza è stata formativa per tutti, anche se si è svolta a distanza, i ragazzi hanno ricordato con gli esperti le vittime, ma con un fondo di speranza per un futuro migliore. 

Francesca Ficco 3Ds, redazione