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Il minestrone di fiabe

In un tempo molto lontano, nel regno delle fiabe,  viveva una famiglia reale. Il re era un uomo giusto, onesto e buono, la regina era una donna gentile e dolce. Loro avevano una figlia di nome Corinne, dai capelli neri, splendenti e lucenti perché erano magici: con essa la ragazza poteva guarire ogni malattia. Giunse il suo diciottesimo compleanno e i genitori organizzarono una grande festa invitando tutto il reame tranne la malefica e vecchia strega Averna, che venendo a conoscenza dell’esclusione, decise di andare al palazzo per vendicarsi. Arrivò il fatidico momento: Corinne stava ballando con il principe del regno vicino quando Averna entrò e, con un pugnale, uccise il re e la regina. Corinne disperata avvolse i genitori con i suoi capelli magici, ma non si svegliarono. La strega rapì la principessa e la racchiuse in una torre circondata da mille rovi avvelenati. Il tempo passava, ma Corinne non perdeva mai la speranza di riuscire un giorno, a fuggire da quella torre e  poter vivere una vita spensierata.
Una mattina, si sentì un urlo provenire dal bosco;  fu tale, che fece svegliare di soprassalto Corinne, che corse alla finestra per vedere chi fosse e vide una giovane ragazza dai capelli ricci e rossastri.
”Ciao, come ti chiami? E perché sei qui?” chiese Corinne.
”Mi chiamo Merida e sono qui perché voglio aiutarti a uscire” rispose la fanciulla.
”Ora ti lancio una corda,  tu  tendi i tuoi capelli e scivoli”. Corinne fece come le era stato detto e in pochi minuti si ritrovò sull’erba. Era così felice, che si tolse le scarpe e iniziò a saltare. Corinne ringraziò Merida, che però le disse: “Adesso devi fuggire lontano perché a breve tornerà Averna e non si darà pace finché non ti troverà. Devi scappare” Corinne si rabbuiò e rispose: “Ma io voglio tornare nel mio palazzo,  dai miei genitori e spezzare l’ incantesimo di Averna!”
Merida aveva una soluzione e disse: “Conosco un mago che potrebbe aiutarti, ma la strada per arrivarci è lunga e pericolosa. Verrò con te e ti aiuterò!”
Così le due ragazze iniziarono il loro viaggio. Camminarono per ore e arrivarono ai confini del regno, dove si trova un piccolo ponte di legno sul quale saliva un tenero gattino e gli chiesero:
“Ciao come ti chiami? Possiamo passare da questo ponte?”.
Il gatto infuriato rispose:
“Come?! Chi sono io?! Io sono il magnifico Gatto con gli stivali! E comunque potete passare, ma solo dopo aver risolto un indovinello.”
Le ragazze accettarono e chiesero quale fosse l’enigma.
Il gatto rispose: “Qual è l’animale che di mattina ha quattro zampe, di pomeriggio due e di sera tre?”
Le ragazze si presero del tempo per riflettere e alla fine diedero la loro risposta:
“L’uomo! La mattina rappresenta l’infanzia, il pomeriggio la gioventù e la sera la vecchiaia!”
Il gatto stupefatto dalla loro astuzia le fece passare. Corinne  e Merida si ritrovarono in un bosco. Il sole stava tramontando quando videro in lontananza un lussuoso castello e le fanciulle decisero di avvicinarsi. Suonarono il campanello d’oro. Ad aprire la porta c’era una ragazza dai lunghi capelli bruni che dolcemente disse: “Buona sera benvenute al Grand hotel B&B. Cosa desiderate? Io mi chiamo Bella e sono la proprietaria .”
Corinne rispose: “Io sono Corinne e lei è la mia amica Merida, avendo viaggiato molto siamo stanche e vorremmo un posto per dormire. Potremmo alloggiare qui?” Bella molto contenta di avere degli ospiti assegnò loro le chiavi di due stanze. Le due principesse andarono subito a dormire.
La mattina seguente, dopo una ricca colazione e aver ringraziato Bella, si rimisero in viaggio. Ad un  certo punto, Corinne ruppe il silenzio e disse: “Oh Merida quanta strada manca per arrivare al mago di Oz?”
“Manca poco!” Rispose Merida.
Le due temerarie, per arrivare dal mago, dovevano attraversare il mare, allora, noleggiarono una piccola barca a remi, e anche se il mare era agitato partirono per il regno di Oz. Dopo aver schivato molte onde, ne arrivò una moto grande che le travolse in pieno. Per fortuna, vennero avvistate da una sirena, Ariel, che le portò in salvo. Quando arrivarono a riva, sane e salve, ringraziarono Ariel dell’aiuto e si rimisero in cammino. Stanche si addormentarono su un prato, ma poco dopo vennero svegliate da un canto melodioso che proveniva da una bambina allegra e dai capelli biondi fermati da un cerchietto nero.
“Ciao!” esclamò la bambina.
“Ciao Alice! Senti ci servirebbe un favore.” rispose Merida.
“Ditemi!” replico Alice.
“Abbiamo bisogno di aiuto per arrivare al mago di Oz perché la strada è ancora lunga!” ribattè Merida.
Alice annuì e fece segno di seguirla :
“Prenderemo una scorciatoia!”
E subito si tuffò nella tana del Bianconiglio, seguita da Corinne e Merida , e si ritrovarono di fronte ad un imponente castello di smeraldo che fece rimanere stupite la avventuriere. Alice suonò il campanello e ad aprire la porta trovarono Dorothy che con calma disse:
“Prego, accomodatevi, il mago vi aspetta di sopra!”
Le ragazze entrarono e salirono la lunga scalinata che conduceva al saggio anziano che sorrise loro  esclamando: “So, Corinne, che i tuoi genitori sono vittima dell’incantesimo del sonno, e che tu vorresti fuggire da Averna…”
“Incantesimo del sonno??? No sono stati pugnalati dalla strega, io li ho avvolti con i miei capelli ma non si sono risvegliati” rispose la ragazza. E il mago ribattè:
“Cara Corinne, con i tuoi capelli hai sanato le ferite inferte col pugnale dalla strega e quindi i tuoi genitori sono solo sotto l’incantesimo del sonno come tutti i vostri sudditi. Con questo anello potrai risvegliare tutto il tuo regno e ad Averna ci penso io!”
Corinne con le lacrime agli occhi, ringraziò il mago e uscì dal castello dove Dorothy le aspettava con il drago di Shrek che le riportò a casa. Così tutto tornò alla normalità e vissero tutti felici e contenti.

E. De Santis, A. De Lucia, A. Barile, G. Calin, C. Boccaccio, C.Rossini, Classe 1A “Cotugno”