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“Il 17 Luglio 2015 Antonio alzò il dito, Antonio aveva imparato ad indicare”

Molte persone deridono coloro che soffrono di autismo senza immaginare quanto possa essere grande il dolore provato dalla famiglia e dalla persona stessa.

autismo

Se solo per un giorno ci mettessimo nei panni di queste persone capiremmo quanto sia difficile la vita con un “compagno fastidioso” che non permette di condurre anni sereni.

Il cortometraggio “Float” racconta di un bambino che soffre di autismo e del padre che inizialmente prova vergogna; dopo aver visto che il bambino non riesce a fare amicizie, capisce che deve essere lui il suo migliore amico; così che gli altri comprendano che non è poi così male avere come amico qualcuno che “viaggia” in un altro mondo.

Nel caso di Antonio i genitori hanno sofferto molto perché spesso, portato a casa della nonna, la madre lo chiamava per salutarlo, ma lui rimaneva indifferente. Tutto ciò addolorava molto i genitori che però sono riusciti a superare questi momenti difficili e hanno saputo andare avanti. Per loro la data del 17 Luglio 2015 è molto importante perché Antonio che non aveva mai indicato nulla prima di allora lo ha fatto quel giorno; e da allora festeggiano questa data come se fosse un compleanno.

Molti libri e film sono dedicati all’autismo ma restano tante persone che giudicano questo stato come “modo di vivere” fatto di urla e di malessere.

“Se vedete un bambino al supermercato che si butta per terra o fa le bizze è perché magari per lui è difficile -continua la madre di Antonio- e faticoso da gestire; magari sta imparando, è difficile ma sta imparando, e non occorre giudicare – conclude la signora – e nessun bambino è la sua diagnosi”.

Per questo non dobbiamo aver paura ma cercare di essere amici di questi bambini che hanno bisogno di sentirsi amati.

Carmen Ottombrini e Alessia De Palo 1C