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Shoah: un passato da non ripetere

“Perché proprio il 27 gennaio?”. Questo giorno ricorda la liberazione degli ebrei rinchiusi nel campo di concentramento di Auschwitz, nel 1945, da parte delle truppe dell’Armata Rossa, ovvero i Russi. I ragazzi dei corsi E ed F plesso Carducci-Giovanni XXIII, ne hanno discusso il 26 gennaio scorso nell’auditorium della scuola per celebrare la giornata della memoria.

Gli alunni hanno letto delle testimonianze scritte di ragazzi deportati nei campi di concentramento arrivate dopo la fine della guerra ai parenti, rese pubbliche solo dopo molti anni. Delle testimonianze autobiografiche di sopravvissuti molto note sono: Primo Levi con il suo libro “Se questo è un uomo “, “Il diario di Anna Frank” e Hannh Arendt che scrisse un libro intitolato “La banalità del male” da cui gli alunni hanno estrapolato delle frasi. Raccontano di un’intervista fatta a Gerusalemme (su confine ebreo) ad un gerarchico nazista chiamato Eichmann. Alcune di queste sono:

«Le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale, né demoniaco né mostruoso».

«É nella natura delle cose che ogni azione umana che abbia fatto una volta la sua comparsa nella storia del mondo possa ripetersi anche quando non appartiene a un lontano passato».

Le attività svolte nel plesso sono state non solo di lettura di testimonianze, ma anche musicali per ricordare le sinfonie che si componevano in quel periodo. I brani che sono stati eseguiti sono “La vita è bella” di Nicola Piovani e “Gam Gam” di cui l’autore è ignoto perché è un canto ebreo; questi canti incitano le persone a vedere il lato positivo della vita e ad essere sempre felici per non pensare a quel tragico evento.

Anna Guastamacchia, Irene Minafra, Christian D’Ingeo