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Distruzione per le strade

Panico per le strade di Ruvo Di Puglia la notte di Capodanno 2019. Sono ben 7 i parcometri distrutti  e 16 quelli danneggiati a causa dei violenti botti posizionati dai vandali. Veri e propri atti di vandalismo inaccettabili nell’attuale società.

I residenti di Ruvo  di Puglia hanno sentito il boato  causato dai botti illegali, denominati da alcuni come veri e propri ordigni di distruzione.

I vandali, la notte del 31 hanno piazzato potenti botti vicino i parcometri con il chiaro intento di farli saltare in aria, si pensa siano stati ripresi da videocamere di videosorveglianza, le forze dell’ordine di Ruvo di Puglia dovrebbero  individuare e arrestare i colpevoli di questa vicenda.

Oltre a questi vandali ci sono state altre persone che hanno sparato per la città botti illegali seminando panico con i potenti scoppi, la metronotte e i carabinieri hanno pattugliato fino a tarda ora per cercare di identificare  queste persone, che hanno sparato dei botti  pur sapendo di non poterli sparare (soprattutto quelli illegali) per l’ordinanza del sindaco di Ruvo Di Puglia Pasquale Chieco. L’atto dei vandali di distruggere i parcometri è stato inutile. Anche se  per la maggior parte dei residenti  di Ruvo di Puglia la scelta del sindaco di mettere dei parcometri nel centro e dintorni non è stata una buona idea, ma questo  non è un motivo per distruggerli. Molte persone  ritengono opportuno che i residenti di Ruvodi Puglia  non debbano pagare la quota per parcheggiare le proprie autovetture. Molti  proprietari di negozi nel cento storico, hanno difficoltà a parcheggiare ed effettuano un abbonamento che gli permette di parcheggiare nella zona verde, questa  non è una soluzione, le persone che effettuano l’abbonamento  non riescono comunque a trovare parcheggio. Si cercherà di risolvere questa faccenda nei prossimi consigli.

Questi atti stupidi compiuti dai vandali hanno solo peggiorato le cose, oltre a mettersi nei guai, i residenti dovranno pagare la riparazione dei parcometri.

Christian D’ingeo, Vito D’Ingeo, Nicolas Rubini