Diciamo No alla violenza sulle donne

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Immagine di Noisiamofuturo

«Devo pensare a me e a guarire il più possibile, lo devo a me stessa. Voglio riordinare la mia vita partendo proprio da quello che mi è successo». È quanto dichiara Lucia Annibali, una donna sfigurata in viso con dell’acido per mano del suo ex fidanzato nel 2013. La sua è stata la testimonianza più che della violenza di cui molti uomini sono capaci, del coraggio e della determinazione con cui ha ricominciato la sua vita cercando di non relegarsi al ruolo di semplice vittima, ma facendosi portatrice di un messaggio di speranza per tutte le donne che si trovano in una situazione simile alla sua.

L’aggressione di cui Lucia Annibali rende necessaria una profonda riflessione sui femminicidi, cioè sugli omicidi in cui la donna viene uccisa per motivi basati sul genere. Oggi il fenomeno è diffuso in tutto il mondo; in Italia, le regioni dove si registrano la maggior parte di femminicidi sono: l’Emilia Romagna, la Liguria, il Piemonte e la Lombardia. Nei primi dieci mesi del 2018, sono state 106 le vittime di femminicidio secondo l’aggiornamento statistico curato de Eures – ricerche economiche e sociali. Il silenzio è ovviamente la forma peggiore di accettazione. È importante reagire ad ogni forma di sopruso e acquistare la consapevolezza che non siamo noi donne ad essere sbagliate per esserci avvicinate a qualcuno che credevamo diverso. Il problema non è di facile risoluzione ma questo non vuol dire che non bisogna far nulla per cambiare la realtà. Tanta strada è stata percorsa dalle donne e altrettanta è da percorrere con la collaborazione di tutti.


Arianna Fracchiolla, Martina Ruta, Mariami Gochelashvili  3Cs

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