Chimica: che dolcezza!

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

150 anni fa  il chimico russo Dimitrij Ivanovic Mendeleev pubblicò la prima versione della tavola periodica: uno schema organizzato nel quale gli elementi  che compongono la materia dell’universo sono incasellati sulla base del loro numero atomico z (quello dei protoni presenti nel nucleo e quello degli elettroni negli orbitali atomici). Inizialmente la tavola conteneva 63 elementi e molte caselle vuote : lo scienziato sapeva che nei “buchi” sarebbero stati inseriti altri elementi che a quel tempo non erano stati ancora scoperti. Oggi  si è giunti a 118 elementi e la tavola periodica è presente in tutti i laboratori scientifici. Come un alfabeto, aiuterà a capire la materia e a combinare elementi per mettere a punto nuovi materiali, come molecole per farmaci o metalli e leghe HI-TECH.

Marco De Vivo, chimico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, ha affermato che la tavola periodica ci permette di “parlare con il mondo intorno a noi” e che è un validissimo strumento che accompagnerà l’umanità verso il futuro. Inoltre essa è necessaria per analizzare le reazioni chimiche, scoprire le relazioni tra i diversi composti e studiare la fisica nucleare.

Puntualmente milioni di studenti in tutto il mondo si trovano davanti ad una tabella variopinta, piena di lettere e numeri che, in un certo, senso racconta tutto l’universo. Un anno fa, grazie alla professoressa Giuditta Pellicani, abbiamo potuto fare questa esperienza. Inizialmente siamo stati attratti dalla veste grafica e , successivamente, quando abbiamo studiato il contenuto e compreso la sua importanza, in qualcuno di noi è scattato un grande interesse tanto da leggere tutto ciò che riguardava l’argomento, oltre a ricercare il merchandising che la riguarda come quaderni che la riportano in copertina, tazze, tende per la doccia, vestiti, carrozzeria per automobili, cover, piastrelle per il bagno, piatti, pentole etc… Qualcuno si è divertito nell’identificare i compagni di classe mettendo in relazione il loro numero sull’elenco scolastico con il corrispondente numero atomico dell’ elemento presente nella tavola: ne è scaturita una versione “alternativa e divertente”“ della tavola stessa che ci ha consentito di memorizzarla e di accostarci volentieri allo studio della chimica. Infine, l’esperienza più “dolce” fatta in proposito, è stata la realizzazione di deliziosi biscotti al cioccolato e alle mandorle ciascuno siglato con un simbolo della tavola ed ordinati sul vassoio secondo la tabella di Mendeleev . Un modo “dolce” per festeggiare questo importante anniversario.

Elena Avella 3Cs

Precedente Alice nel paese delle meraviglie Successivo Uno slogan per dire no al terrorismo

Lascia un commento