Autismo, persone improgionate, desiderose di libertà

Tutti noi uomini facciamo parte di un’unica grande famiglia. Ognuno di noi è diverso dall’altro proprio perché la bellezza non risiede nell’uguaglianza bensì nell’unicità. È arrivato il momento di curare la società dai suoi pregiudizi per non guardare più con diffidenza, timore, o peggio, pietismo, le persone affette da spettro autistico poiché loro sono parte di questo mondo e non di un mondo a parte.
Prima di giudicare l’altro è necessario percorrere il cammino che ha percorso lui, vivere la sua vita, cadere dove è caduto lui e rialzarsi come ha fatto lui. Solo se vivremo nel suo mondo potremo capire.
È importante creare ponti con le persone autistiche e non spezzare le corde, è necessario stargli sempre accanto perché solo così abbiamo l’occasione di scoprire che stare fuori dal coro non vuol dire essere stonati.
È importante trovare la chiave giusta per capirle, hanno bisogno di tanto amore, perciò ricordiamoci sempre di ascoltare il cuore. Diventare amici di una persona autistica può sembrare impegnativo ma una volta conosciuta bene si ha l’occasione di apprezzare i suoi pregi e la sua umanità e di comprendere la sua affascinante intelligenza. Non bisogna temere le persone diverse da noi, bensì conoscerle ed abbracciarle perché solo capendole avranno la possibilità di entrare nella nostra vita e rendertela magnifica, facendoci diventare persone migliori, veri e propri esseri umani, perché alla fine essere umano vuole dire avere un cuore, provare dei sentimenti, aprirsi agli altri, amare il prossimo nella sua diversità.
Non lasciamoli intrappolati nel loro mondo e ricordiamo sempre che sono diversi, non inferiori. Tenendo il cuore sempre aperto per chiunque venga, ci accorgeremo che ci vuole poco a voler bene.
Perciò dobbiamo essere noi il loro sole capace di risplendere fra le nubi, noi l’arcobaleno nella loro vita.

Giada Grillo, 2B

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