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Amanda Gorman: il coraggio di essere luce

La voce di una giovane poetessa nera senza paura, dalla cui disabilità trae forza per costruire il futuro.

La poetessa ventitreenne con il cappotto giallo che ha illuminato la cerimonia di insediamento del presidente americano Biden si racconta: “Guardate me, sì, ma guardate anche tutte le altre ragazze nere che restano invisibili. Non posso accettare e non accetterò che la mia ascesa sia solitaria”.

amanda gorman

Il nome di quell’umile ragazzina nera nata a Los Angeles, Amanda Gorman, ha fatto il giro del mondo non appena ha recitato la sua poesia “The Hill We Climb” (La collina che scaliamo) in occasione della cerimonia di insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca. Una semplice ragazza dal cappotto giallo e il cerchietto rosso è riuscita a infondere nuovamente negli animi del popolo statunitense, ma non solo, una passione per la poesia attraverso quello che si può definire un inno all’unità.
La ragazza ha affermato che ha avuto la possibilità di esibirsi grazie alle donne che prima di lei hanno lottato per il cambiamento; si sente sicura grazie a loro, non teme più nulla. Ritiene, inoltre, che la sua generazione grazie a quella passata sia coraggiosa e spera che la prossima lo sia ancora di più. La sua è una personalità in grado di far brillare la sua vita, ma allo stesso tempo quella degli altri.
La ragazza ha già fatto parlare di sé nel 2017, quando è stata la prima persona a beneficiare del riconoscimento di “Giovane Poeta Laureato d’America”, creato apposta per lei, quell’umile ragazzina nera che ha il sogno di diventare presidente degli Stati Uniti  che può recitare davanti ad un altro presidente prima di lei. Amanda Gorman è nata e cresciuta in un quartiere di Los Angeles con la madre, insegnante di scuola media, nel quale si incrociavano la cultura nera e quella bianca. Fin da piccola scrive nei suoi diari e sogna di diventare una poetessa; a 16 anni viene scelta come “poeta laureata” della città e tre anni dopo riceve l’incarico a livello nazionale, mentre studia sociologia all’università di Harvard. Nella sua poesia si definisce una ragazzina nera e ossuta discendente da schiavi, cresciuta da una madre single che può sognare di diventare presidente un giorno, per poi ritrovarsi a declamare versi per l’ultim fra di essi. Il suo sogno è quello di candidarsi per la presidenza degli Stati Uniti nel 2036, anno in cui avrà l’età minima per poterlo fare. Ha dichiarato che per lei e per il suo Paese vorrebbe più unità, sostegno per le arti e maggiori opportunità per gli scrittori dei gruppi più emarginati. Questa ragazza rappresenta una figura emblematica perché ha dato inizio ad un rinnovato impegno per eliminare le differenze di qualsiasi genere; questo il suo piano per l’eventuale futura presidenza.
La lettura della sua composizione poetica davanti al presidente Biden è stata per lei una grande sfida, considerando che da bambina le è stato diagnosticato un disturbo dell’elaborazione uditiva. Riscontra, inoltre, delle difficoltà nella pronuncia di determinate lettere come la “r”. Lei, però, ha dichiarato che questo non la scoraggia, non lo considera come una debolezza, anzi è un punto da cui partire per lottare. Infine dice: “La compassione è riflessiva, un potere che prima diamo a noi stessi e poi cediamo attraverso le nostre azioni alle persone, al nostro pianeta.” Il suo impegno si concretizza nella gioia di scrivere due libri in uscita a settembre, ma già di grande successo sulle piattaforme di acquisto online; i due libri sono “The Hill We
Climb” e “Change Sings”.
La voce di Amanda Gorman è la voce di una ragazza nera senza vergogna, pronta a lottare per l’uguaglianza e la fratellanza in tutto il mondo. La giovane poetessa, paragonata a Malala e Greta, ha detto di sentirsi parte di un fenomeno globale: giovani, in particolare giovani donne, che in tutto il mondo si stanno rialzando e stanno prendendo il loro posto nella storia.
La sua poesia “The Hill We Climb” ci ricorda che ci sono dei valori da condividere come l’ottimismo, la fiducia, la compassione, l’equità, la democrazia. Lei ritiene che il dovere del poeta sia di osservare l’oscurità e condurre le persone fuori dall’ombra. Le sue parole di coraggio, speranza e futuro sono il segno tangibile dell’espressione di giovani che non sono solo social, apatia e sballo. Amanda Gorman incarna l’essenza di
giovani capaci di dimostrare impegno, determinazione, spirito di sacrificio e voglia di cambiamento.

Marco Rutigliani Di Gennaro, 3aBs